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#cambiamento con la #Metamedicina

CAMBIAMENTO CON LA METAMEDICINA

“Il cambiamento è il processo col quale il futuro invade le nostre vite.” A. Toffler

Ogni giorno incontro persone che stanno male che soffrono. Molte sono sfinite dentro da questo dolore e non hanno più forza ne di andare avanti ne di cambiare qualche cosa nella loro vita.
Il cambiamento fa paura, paura di ferire, paura di essere abbandonati, paura di essere rifiutati, paura di essere giudicati ma anche di essere l’infinito, di essere potente.
Ma stare nella sofferenza ci fa alle volte sentire sul corpo delle manifestazioni di dolore che ci fanno preoccupare e così adottare, talvolta, degli atteggiamenti di compatimento di noi stessi, cercando magari di attirare quell’attenzione da parte di chi noi amiamo e/o abbiamo stima e affetto. Un grido di aiuto che si emana per poter essere visto, per poter essere meritevole di attenzioni, meritevole di essere amato, meritevole di concedersi riposo, meritevole di concedere del tempo a se stessi.
Io stessa ho adottato di questi meccanismi così poco funzionali tanto da soffrire nella mia anima inconsapevole di quanto questo mi stava portando lontana da me stessa anziché avvicinarmi a me. Mi sono accorta che più entravo in questo gioco più sprofondavo in ciò che non era mio. Inizialmente le persone si accorgevano di me, si preoccupavano, diventavano attente e gentili, appena il “pericolo” si attenuava gli altri ritornavano sui loro passi e così ricadevo in un atteggiamento ancora più pesante per far sentire la mia “presenza”. Nel tempo ho avuto la consapevolezza che chi stava male ero io con tutte le conseguenze che questo mi portava. Molti percorsi per capire cosa stava accadendo dentro me stessa mi hanno portato sollievo, ma non riuscivo a “trasformarmi”. Poi ho incrociato sul mio cammino il libro della Metamedicina “Ogni sintomo un Messaggio” di Claudia Rainville che mi ha risuonato in modo forte e nel quale mi sono ritrovata. Ho percorso quel cammino e ho compreso quanto importante è andare “oltre” quei sintomi di disagio partendo proprio da quelli: guardandoli, osservandoli, ascoltandoli e “sentire” quello che emotivamente raccontano a noi stessi. Con questo metodo ho imparato a contattare la compassione intesa come passione per se stessi e solo in quel momento andare oltre per andare verso la propria vita, le proprie aspirazioni, i nostri talenti. Passione intesa come forte attrazione per se stessi, desiderio di stare con se stessi, interesse verso qualcuno dove quel qualcuno sei tu, tutte cose che portano ad amore intenso per se stessi, per chi si è, accettandosi profondamente per il fatto di essere un essere meraviglioso, un essere umano che si trasmuta in amore per la vita e per tutto ciò che si è. Dove il Perdono è puramente un dono per se stessi, un liberarsi da una continua accusa e scusa a chi ci ha fatto soffrire, un lasciar a terra un peso che ci schiaccia da una vita e che non ci permette di andare avanti o ci fa procedere arrancando, a vedere solo buio e consentendo soltanto una sopravvivenza anziché una vita piena di amore e soddisfazioni intesa come condizione spirituale di chi ha conseguito un obiettivo desiderato perché in linea con le proprie aspirazioni, con i propri talenti, con la propria Mission.
Ho capito nel tempo che la paura di “essere chi sono” m’impediva di essere me stessa, di realizzare le mie passioni e pur di essere amata, nascondevo tutto ciò che potevo esprimere di me. Cambiare si può! Non è certamente facile e neppure semplice ma fattibile e possibile se solo lo vogliamo perché il fondamento è decidere di voler entrare e stare in un altro stato emotivo. Iniziare a piccoli passi per abituarci ad un nuovo mondo essere, per creare nuove abitudini sane per noi, nuovi atteggiamenti rispetto a cio che ci accade. Perché quello che cambia è cosa ne facciamo degli eventi della vita e non tanto quello che ci accade. La differenza sta nella diversa modalità di rispondere alla vita perché è quando noi ci prendiamo la Responsabilità del nostro vivere che diventiamo attivi e non rimaniamo condizionati dalle situazioni e non diamo il permesso che cose o eventi o condizionamenti controllino la nostra vita emotiva. Diventando attivi non ci lasciamo più influenzare dalla pioggia, non ci lasciamo condizionare dall’umore degli altri, o dalle loro credenze debilitanti. Certamente tutti siamo influenzati dagli stimoli esterni, ma quando siamo attivi la nostra risposta è basata su valori nostri scelti e ponderati. Come Gandhi disse:” Loro non possono privarci del rispetto di noi stessi se noi non vi rinunciamo per compiacerli”. Respons-abilità è l’abilità di rispondere agli eventi in maniera più in linea con noi senza dover sottometterci alla volontà degli altri. Spesso siamo noi che, per qualche motivo molto remoto, ci siamo allontanati da noi stessi: è un atteggiamento che abbiamo adottato ancora da bambini e quel bambino dentro di noi è ancora lì che soffre e ci chiede il nostro aiuto per poter imparare a rispettarsi, ascoltarsi, amarsi. Ma chi può farlo meglio di noi ora che siamo adulti, ora che abbiamo compreso di voler far entrare nella nostra vita la gioia, la serenità, l’entusiasmo. Certo è difficile accettare questa responsabilità emotiva perché non ci è stata insegnata ma certamente possiamo iniziare a farlo se lo decidiamo, magari proprio nel momento in cui ci succede qualche evento emotivamente molto forte, o nel momento in cui il corpo ci parla dobbiamo imparare a leggere ciò che ci sta accadendo, ascoltandoci, per capire quello che vogliamo cambiare per migliorare. Oggi porto questa esperienza a tutte le persone che incontro, trasmettendo la mia gioia, il mio amore per me stessa, attraverso la mia esperienza e il mio vivere. Se vuoi avere più informazioni contattami, sarò felice di poter passare le mie conoscenze acquisite sul campo attraverso le mie elaborazioni, e trasformazioni. Mail: sighelchiara@gmail.com
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