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Diario di bordo di una vita felice: Felicità

Cinque anni fa l’ONU ha istituito la giornata della felicità in procinto dell’inizio della primavera per creare consapevolezza sull’importanza della ricerca della felicità. L’assemblea dell’ONU, grazie alla Giornata Internazionale della Felicità -istituita il 20 marzo-, riconosce che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità, promuovendo l’importanza di uno stile di vita più sostenibile, riconoscendo l’atteggiamento positivo come uno scopo basilare dell’umanità, evidenziando così che un approccio più positivo implica un incremento di benessere di tutte le persone. Per determinare una graduatoria degli Stati considerati più felici, i fattori presi in considerazione sono stati: il prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, la libertà, la generosità, il sostegno sociale e l’assenza di corruzione. La classifica così stilata riconosce al primo posto la Norvegia mentre vede l’Italia al quarantottesimo posto.
Ma, quindi, cos’è la felicità? Da secoli è al centro di studi di scienziati e psicologi: c’è chi crede sia una questione di geni, chi invece crede sia una questione di stili di vita e c’è chi sia dipendente dal denaro. Secondo uno studio della London School of Economics la felicità dipenderebbe dalla salute e dalle amicizie. Si rileva infatti che, quando la salute viene meno, tutte le percezioni delle cose attorno a noi cambiano e, spesso, ciò che prima era importante passa in secondo piano. Mantenere un buon stato psicofisico personale diventa quindi una delle priorità. Ma è bene sapere che prima di tutto è utile iniziare da dentro di sé e non illudersi di trovarla semplicemente migrando in altri paesi. Quindi, prima di preparare la valigia, dobbiamo cercarla quotidianamente dentro di noi iniziando a valorizzare quello che già esiste nella nostra vita e che fino ad ora qualche cosa ci ha impedito di vedere. Possiamo partire a stilare un Diario di Viaggio della nostra vita scrivendo ogni sera, proprio come si fa con l’appuntamento quotidiano del nostro diario, tre cose che in quella giornata ci hanno regalato una punta di felicità: una persona che ci ha ceduto il passo, un sorriso di un bambino, un saluto di un collega, nostro figlio che ci ha detto “ti voglio bene”, un caffè che ci è stato offerto, qualcuno che ci ha ascoltato, una parola scambiata sull’autobus, un’alba, un tramonto … Piccole cose che ormai non siamo più abituati a notare perché troppo presi a correre altrove o a rimanere nel negativo tanto da non considerare più i minimi eventi che costruiscono la nostra felicità. Perché la Felicità sono minuscoli gesti, azioni, parole, episodi che ci permettono di spostare la nostra attenzione su ciò che di bello abbiamo e non concentrarci su tutto il negativo che nella giornata abbiamo avuto come spesso siamo abituati a fare.
La felicità non è un punto di arrivo ma è il VIAGGIO STESSO e le frasi fatte tipo: “sarò felice quando..”, “se solo non ci fosse questa cosa…” hanno valore se consideriamo che per arrivare a quel punto di traguardo bisogna fare ogni giorno un passo verso. Per poter VIAGGIARE FELICI è necessario porre l’attenzione alle piccole cose che ci portano felicità e guardare da un punto di vista diverso  quello che è poco funzionale chiedendoci: “Cosa posso fare per migliorare o raggiungere ciò che voglio?”, “Quale è il piccolo passo che può avvicinarmi a quello che voglio raggiungere?”. Ad un certo punto della mia vita mi sono accorta che la Felicità non sapevo neppure cosa significasse e così mi sono messa alla ricerca di me, come una bambina a piccoli passi con curiosità  ho sperimentato la meraviglia della vita. Ora ogni giorno mi appresto ad accompagnare le persone al raggiungimento del ben-essere partendo da un sintomo, rendendoli consapevoli che ogni sintomo porta con se un messaggio. Quando hai un disagio, un sintomo ti sei mai chiesto “Che insegnamento c’è qui?” “Che cosa vuole mostrarmi il mio corpo o il mio male di essere che ancora non vedo?” e  ora “Che cosa succederebbe se iniziassi ad ascoltarlo?”. Imparare a cambiare prospettiva in ciò che non ci fa stare al meglio nella nostra vita ci permette di fare un piccolo passo per un cambiamento positivo e più funzionale per noi.
Alejandro Jodorowsky dice: “Il corpo grida quello che la bocca tace: la malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima…. E i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo? La malattia non è cattiva ti avvisa che stai sbagliando cammino!”
Capire il messaggio è importante per poter passare ad un’azione diversa che ci riporta a noi stessi e non all’esterno di noi, un atto di amore per noi che siamo la Persona più importante con la quale condividiamo ogni giorno della nostra esistenza. Un detto dice “Sei vuoi cambiare il mondo parti da te stesso”. E tu come vuoi sentirti? Vuoi fare il primo passo? Se desideri camminare verso il tuo viaggio con meta ben-essere Felicità,  contattami: sighelchiara@gmail.com

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